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Cicatrici e postura

 

La pelle costituisce un recettore del sistema tonico posturale ed è un elemento fondamentale del sistema esterocettivo. Un disturbo di questo recettore deriva essenzialmente dalla presenza di cicatrici. 

Sono molto frequenti e possono avere conseguenze negative sul sistema nervoso periferico e il sistema nervoso autonomo.

Per cicatrice patologica si intende una cicatrice che perturba l’organismo e induce disturbi clinici e posturali .

Può essere considerata un vero e proprio corto circuito nervoso, in grado di disturbare i grandi sistemi di trasmissione delle informazioni nell’organismo.

Le cicatrici patologiche, possono squilibrare l’organismo a vari livelli:

 

POSTURALE, per l’azione sui recettori cutanei e l’effetto perturbante sul sistema tonico posturale.

Infatti, a livello posturale, una cicatrice retratta, ipertrofica o cheloide è in grado di stirare i recettori cutanei e provocare afferenze propriocettive ed esterocettive alterate.

Il sistema tonico posturale viene così disturbato da queste afferente e la risposta muscolare anomala, ha lo scopo di detendere la cute e gli esterocettori stirati .

Tale risposta anomala è in grado di generare delle dismetrie funzionali e addirittura generare una falsa una curva scoliotica.

Neutralizzando la cicatrice patologica, si ottiene la scomparsa della dismetria e della curvatura scoliotica “adattativa”, valutabile sia radiologicamente che clinicamente.

 

MUSCOLO-FASCIALE, per la fibrosi e quindi la conseguente difficoltà di estensione localizzata del tessuto.

A causa della fibrosi della cicatrice, la catena muscolo-connettivale presenta zone di minore elasticità, generando un disturbo localizzato che si ripercuote sempre a livello globale, sull’equilibrio delle catene cinetiche in toto.

 

LINFATICO, per l’ostacolo sul deflusso linfatico locale. Infatti una cicatrice patologica può alterare il deflusso linfatico locale: la stasi linfatica locoregionale in corrispondenza della cicatrice è documentabile con linfoscintigrafia.

 

ENERGETICO, per l’effetto barriera sulla circolazione energetica;

Facendo riferimento alla Teoria dei Meridiani, una cicatrice può provocare un’interferenza energetica.

Quando un meridiano viene attraversato da una cicatrice, specie se ipertrofica, si ha un “effetto barriera”, con conseguenze legate al disturbo della circolazione energetica.

 

ENDOCRINO E METABOLICO, per l’anomala secrezione di adrenalina e l’ipersimpaticotonia (aumento dell’attività del sistema simpatico e parasimpatico) che può provocare;

Infatti, sfiorando una cicatrice “tossica” con del cotone, si provoca una reazione arteriosa rilevabile al polso (Ipo V.A.S., caduta del polso radiale), causato da una secrezione di adrenalina.

Questo fenomeno può diventare cronico in virtù del cosiddetto “effetto vestito”.

Lo sfioramento dei vestiti sulla cicatrice durante i movimenti innesca una “pompa” anomala per l’adrenalina.

Ciò permette di capire molti disturbi associati, come ad esempio l’obesità, perchè l’adrenalina dà una piccola ipoglicemia permanente, con conseguente tendenza ad assumere carboidrati.

Altre patologie osservate sono:

• Distonie neurovegetative

• Ipertensione o ipotensione arteriosa

• Spasmofilia

• Dermalgie riflesse

• Blocchi vertebrali

• Cefalee

• Emicranie

• Fatica cronica

 

PSICOLOGICO, in quanto  la cicatrice può essere legata ad un trauma emotivo o ad un vissuto doloroso profondo, ovvero uno stato di disagio interiore irrisolto e di tensione emotiva, legata all’evento che ha provocato la cicatrice (intervento chirurgico, trauma, incidente).

La cicatrice può essere intesa come una forma di memoria dei tessuti rispetto ad un trauma emotivo e ad un evento doloroso e si tratta di vere e proprie cicatrici intoccabili, per il fastidio che il paziente avverte.

 

Una volta individuata e diagnosticata come patologica, la cicatrice deve essere sempre trattata, indipendentemente dall’età di insorgenza, fino a quando non viene neutralizzata.

Gli esami clinici posturali permettono di valutare con chiarezza l’interferenza provocata dalla cicatrice e, sulla base di tale valutazione, viene stabilita la terapia più adeguata (manuale, fisica, infiltrativa, reflessogena) per desensibilizzare e neutralizzare la cicatrice patologica.

Le tecniche di disattivazione vanno dalle più semplici, come il massaggio della cicatrice con la pomata Calendula, oppure più importanti come il Laser o le infiltrazioni sottocutanee, eseguite sempre da un medico chirurgo.